Quel prato abbandonato dove han trovato amianto tra i miei ex
e han bonificato prima i miei ex
martedì, 28 ottobre 2008
THE WHOLE IS NOT ENOUGH

Anche se tendenzialmente Lamicragna è portata a dissentire ed a prendere le distanze da chiunque nasca in un paesino dal nome tremendamente somigliante a fenomeni corporali quali la flautulenza, sia visibilmente alcolizzato e che si dia il nome di un pittore morto, deve ammetterlo.
Anche lei crede che "chi si accontenta gode così così".

Come tutte le donne che si rispettino, anche Lamicragna è portata a desiderare l'uomo ideale.
Il fatto di essere pienamente consapevole che questo non esista sta alla base della dipartita mensile di buona parte del suo stipendio, prontamente destinato a saturare le tasche, già gonfie, di un noto psichiatra romano.

Come è facile immaginare, anche su questo argomento gli uomini e le donne sono stati fatti entrare nello stadio della vita in curve opposte.
Ed entrambe le categorie indossano una sciarpetta con scritto "Altro Merda".

Le donne, pur sognando di essere possedute giornalmente e ripetutamente (ovviamente a puro scopo riproduttivo) da uno che fisicamente sia l'incrocio tra Brad Pitt e Richard Gere e che caratterialmente ricordi un innamorato Romeo (possibilmente meno stolto e, soprattutto, vivo) con pennellate di machismo alla Marlon Brando, tendono nella realtà del quotidiano ad accontentarsi di avere vicino un essere meglio identificabile con la definizione "il meno peggio/stronzo che mi è capitato".
La cosa meravigliosamente inconcepibile è che il meno peggio/stronzo che ci è capitato, noi riusciamo ad amarlo alla follia, ad idealizzarlo, idolatrarlo (uso codesto termine nonostante mi ricordi paurosamente il verso del cane) ed anche a vederlo bello come il sole.
Giusto per non smentire chi ci ritiene delle povere idiote.

Gli uomini, pur sognando giornalmente di possedere (ovviamente a puro scopo libidinoso) una che fisicamente ricordi loro Angelina Jolie, culo e tette perfette, non un filo di cellulite e che faccia sesso come la miglior Moana Pozzi (pace all'anima sua), tendono nella quotidianità della vita reale ad accompagnarsi con un essere che incarni, nella migliore delle ipotesi, le qualità di una brava colf.
Per poi definirla comunque "quella cosa là che mi è capitata per sbaglio, perchè in realtà, se solo volessi, tromberei Scarlettcomecazzosipronuncia".
La cosa tristemente constatabile è che, alcuni individui, pur avendo accanto una donna che decisamente potrebbe essere definita la loro "manna dal cielo" o la loro"incredibile botta di fortuna"  (e che li ama, oltretutto), continuino comunque a desiderare altro.
Sempre, costantemente.

Lamicragna è stata spesso accanto a questo tipo di uomo.
Che si esibiva in continui apprezzamenti verso donne oggettivamente meno attraenti di Lamicragna.
In presenza di Lamicragna.
Che criticava esteticamente Lamicragna, facendo notare a tutti come una qualsiasi ultrasettantenne fosse più bella di lei.
In presenza di Lamicragna.
Che si sarebbe portato a letto Rosi Bindi.
In presenza di Lamicragna.


Insomma.
Una donna, per quanto bella ed attraente, non è mai abbastanza. 
Nemmeno per Renato Pozzetto.
L'uomo vorrà sempre altro.

Potete spendere milioni di euro in creme, trattamenti, cerette e make up.
Come fa Lamicragna.
Sappiatelo, è inutile.
Anche se il vostro culo è immune dalla cellulite e le vostre tette stanno su meglio di quelle rifatte.
Anche se gli altri uomini lasciano la scia come le lumache, al vostro passaggio.
Il vostro uomo desidererà sempre constatare  il livello di sodità (?) dei muscoli del posteriore tramite il culo di un'altra donna, e starà lasciando la scia dietro alle gambe di un'altra che passa.

Alla fine, pensandoci bene, gli uomini hanno ragione.
Dovremmo adottare lo stesso pensiero-guida anche noi.

Ho deciso che per un po' smetterò di spendere centinaia di euro in profumeria e nelle beauty farm per piacere agli uomini.
Metterò i soldi in un porcellino di terracotta e, a fine mese, mi regalerò una notte di sesso sfrenato con un gigolò.
Almeno lui, per un paio d'ore consecutive, riuscirà a concentrarsi esclusivamente su di me?
Non ne sono certa.

So solo che, a parità di stronzaggine, è meglio un figo a pagamento che un cesso gratis.

gigolò

Scritto da: lamicragna alle ore 17:35 | link | commenti (37) | categoria: lamicragna riflette, una lamicragna un perchè, nessunritegno per lamicragna
venerdì, 24 ottobre 2008
SCUOLA PUB(BL)ICA

Lamicragna, ve ne sarete certamente accorti, non parla mai di attualità.

Questa scelta non è dovuta ad alcuna prestabilita linea editoriale di Lamicragna (che ignora persino il significato della locuzione 'linea editoriale', ma l'ha sentito dire ieri da Feltri,  quindi ritiene di poterne liberamente abusare anche lei), semplicemente ella ha piacere di vivere in un mondo tutto suo.
Quello che accade fuori le interessa quanto seguire una replica di forum alle due di notte.

Le giornate di Lamicragna passano liete e spensierate tra una partita di poker online, una pittata alle unghie (che adesso risplendono di un meraviglioso fucsia estivo) ed il sesso.
Ella:

Ignora completamente la preoccupante crisi finanziaria.
(Per lei la Lehman Brothers è soltanto un'azienducola in franchising di intimo, qualitativamente di gran lunga inferiore a Yamamay, la cui commercializzazione di un'inguardabile linea 'autunno/inverno 2008/09' le ha fatto meritare il fallimento ed il definitivo tracollo.)

Non si cura del clima rovente che si respira intorno alle imminenti elezioni americane, il cui esito darà un nuovo assetto alla scena politica internazionale.
(Lamicragna è infatti convinta di aver visto Barack Obama proprio l'altro giorno, in una piazza romana, tentare di vendere, per la cifra tutt'altro che modica di dieci euro, calzettoni di spugna al sindaco Gianni Alemanno.
Pare che, alla fine della trattativa, a spuntarla sia stato il primo cittadino capitolino.
Che, per cinque euro, si è portato via anche un portacellulare di Hello Kitty.)

Ritiene indegna di nota la vincita ultramilionaria al superenalotto.
(Se è ancora qui a scrivere, evidentemente non i ha vinti lei, quei soldi.
E tanto basta.)

Ma c'è una cosa che Lamicragna non ha proprio potuto ignorare,
la crisi della scuola.

Non avendo avuto minimamente l'intenzione e l'interesse necessari per seguire i dibattiti e le discussioni riguardanti l'argomento, Lamicragna ha colto invece l'occasione per dar seguito e maggior rilievo alla sua personalissima battaglia contro la scuola privata.
Principalmente verso le scuole gestite dalle suore.

E' risaputo infatti che, chi durante l'infanzia ha frequentato suddetti istituti, abbia a tutt'oggi una vita sessuale scadente, decadente e deviata.

Per dimostrare che ogni pensiero (?) di Lamicragna è degnamente supportato dall'esperienza diretta, vi fornirò alcuni significativi ed inequivocabili esempi.

Con un mio ex fidanzato, il quale aveva trascorso gli anni dell'asilo in questo tipo di scuola, intrattenevamo rapporti sessuali esclusivamente nella posizione da me denominata "io morta, tu vivo".
Consistente nella simulazione, da parte della femmina, di uno stato neurovegetativo di morte apparente, che non doveva pemettere alcun movimento.
Pena la mancata eccitazione del partner.

Un altro mio ex aveva frequentato un istituto di suore durante gli anni delle elementari.
Egli non ammetteva, durante i rapporti, alcuna forma di sesso orale.
Pena il biglietto di sola andata per l' inferno dopo la morte.

Un altro ex ancora, che aveva avuto le suore anche come professoresse del liceo, sosteneva la totale inammissibilità del rapporto sessuale prima del matrimonio.
Fortunatamente tutto ciò è stato rivelato a Lamicragna nel corso del primo appuntamento.
Lamicragna, vestita in grande stile, cercava di accelerare i tempi facendogli vedere le tette, simulando un'improvviso attacco di insopportabile calura estiva. Il quindici di novembre.
E lui, in quell'occasione, si era premurato di spiegarle la sua teoria.

Lamicragna, invece, ha fatto le scuole pubbliche.
Tutte.
Dall'asilo al liceo. Persino l'università.
Ed è convinta che il suo essere una sessuomane sia dovuto a questo.

Ora, secondo voi.

Che titolo di studio ha il suo fidanzato, visto che le ha regalato un vibratore?

Scritto da: lamicragna alle ore 18:45 | link | commenti (31) | categoria: una lamicragna un perchè, nemmenoparole per lamicragna, nessunritegno per lamicragna
mercoledì, 22 ottobre 2008
INCREDIBILE ROM.

Lamicragna, nel corso degli anni, ha sviluppato un'incredibile capacità empatica nei confronti del mondo e della natura.
Ella riesce a percepire le emozioni e le lune storte della gente senza bisogno che la gente apra bocca.
Avverte la tensione, l'ansia, la gioia di tutti coloro che le si parano davanti durante la giornata.
Un po' come nel film "Il Sesto Senso", solo con persone vive.
(Mi rendo perfettamente conto che questo piccolo particolare abbassi notevolmente il livello di difficoltà dell'operazione empatica, ma questo è.)

Questa spiccata propensione all'ascolto ultrasensibile e non verbale dovrebbe aver osmoticamente contagiato Lamicragna, donandole un atteggiamento affettuoso, estroverso, gioviale, quasi "romantico" nei confronti degli altri.
Di tutti gli altri.
Quindi, figuriamoci nei riguardi dei suoi uomini.

A far bruscamente risvegliare da questo letto di latte d'asina Lamicragna è stata una battuta di spirito lanciatale da un suo ex.
Discorrendo del più e del meno, l'ex in questione si è permesso di proporre la sua personalissima opinione riguardo le pressoché inesistenti vene romantiche di Lamicragna.
Quasi che ella fosse ematicamente una femmina del tipo "pannam acidam".
Premurandosi di specificare, però, che la totale estraneità di Lamicragna al sentimentalismo sia perfettamente riequilibrata da una sorta di sessomania.

Per niente infastidita da quest'ultima illazione, anzi, quasi trionfante, Lamicragna si è invece oltremodo inalberata per il fatto del romanticismo inesistente.
Presa da un attacco improvviso di paranoia, si è precipitata a ricontattare tutti i suoi ex, per chiedere loro l'ufficiale smentita della cosa e riportare il suo equilibrio psichico (?) in uno stato normale.

Ma uno strano fenomeno, che Lamicragna ha ricondotto inequivocabilmente alla luna calante ed alle alte maree  di questi giorni, si è verificato.

Tutti i suoi ex hanno detto la stessa cosa del primo.

Ora, se si trattasse di un paio di decerebrati, ella non avrebbe dato peso alla cosa.
Ma, trattandosi invece di un bel campione rappresentativo di decerebrati, la cosa si è fatta preoccupante.
E, quantomai allarmata, Lamicragna ha deciso di affrontare la prova definitiva.
La cartina tornasole, la prova del nove, la Verità.

Un Test
su Facebook.

Eccolo.


"Quanto sei romantica?"

 

1) Il vostro fidanzato vi informa di aver organizzato una serata romantica, comprendente pic nic di classe tra i dolci e caldi colli toscani, un buon chianti d’annata e champagne, per poi proseguire con contemplazione del meraviglioso cielo stellato ed un po’ di buona musica. Tutto rigorosamente a base di coccole e sguardi innamorati.

Voi:

 

A)    Non state più nella pelle al pensiero di trascorrere una serata da favola e gli saltate al collo come se vi avesse appena regalato un bauletto di Prada.

B)     Pensate “Chissà per quale altra zoccola ha organizzato ‘sta pagliacciata?”

C)    Correte nel primo negozio d’intimo a comperare calze autoreggenti (per farlo sull’erba si deve essere pratici), un bustino terribilmente somigliante a quello di Mary de “La casa nella prateria” (ma anche terribilmente più sexy), stivale aggressivo in pelle coi lacci che arrivano fin sopra le ginocchia.

 

2) Il vostro uomo è in procinto di cambiare casa. Vi chiede una mano per il trasloco, che comprende sgomberare la polverosissima cantina infestata da topiragno.

Voi:

 

A)Non state più nella pelle al pensiero di trascorrere un trasloco da favola, che credete vi avvicinerà profondamente al vostro amore. In fondo, condividere le cose è tutto. Anche i topiragno.

B) Pensate “Perché non si fa aiutare da quell’altra zoccola che si scopa sotto il cielo stellato?”

C) Correte nel primo negozio d’intimo per acquistare di nuovo quelle calze autoreggenti che hanno subito un incidente di percorso la sera del picnic, avendo incontrato casualmente i denti del vostro fidanzato. Pensate che, in una cantina coi topiragno, bisogna essere pratici.

 

3) Dovete recarvi in farmacia per comprare delle medicine al vostro uomo, influenzato.

Voi:

 

A)Comperate tutto quello che può servire per farlo star meglio. Anche il plantare ortopedico, se serve al vostro amore per guarire da una laringite.

B)Pensate “La laringite l’ avrà presa da quella zoccola che l’ha aiutato a traslocare”

C)Vi aggirate fra gli scaffali ed esibite alla cassa, sicure degli acquisti, nell’ordine:

olio massaggi della Durex, preservativi al sudore di palestra (che lo fanno sentire più macho), la confezione di anelli vibranti con annesso foulard rosso per bondage.

 

 

Profili.

 

Maggioranza di A: “L’orsetta coccolosa Trudy”

Siete la reincarnazione delle principesse delle fiabe. Aspettate il principe azzurro che vi conquisti e vi risvegli da questo mondo di sofferenze col suo bacio vellutato.

Bene.

Vedete di avere anche qualcos’altro di vellutato.

Tipo la pelle delle gambe.

Perché, secondo noi, il fatto che vogliate fermarvi ai baci è indice di una mancata depilazione.

Comunque, a parte questo, siete normali e avrete una vita felice.

 

Maggioranza di B: “La (F)rigida”

Se il vostro uomo ha un’amante, c’è un perché.

Siete di un’acidità che nemmeno lo yogurt magro bianco senza zucchero.

Ma tutto si risolve, amiche.

Fate fare la vostra scappatella periodica al vostro uomo e lui ve ne sarà grato, restandovi accanto.

Lo sapete, agli uomini basta questo.

Siete normali e avrete una vita felice.

 

Maggioranza di C: Lamicragna

Vedi di smetterla di fare questi test, ché tanto lo sai benissimo di essere una cazzo di maniaca sessuale.

Curati!

 

 

Lamicragna, sconsolata, cerca allora l’ultima conferma, la più importante.

Quella che le consentirebbe di spazzar via tutte queste illazioni false e tendenziose.

Chiamare il suo fidanzato.

 

Lamicragna: “Amore, scusami, ho una paranoia che solo tu puoi togliermi”

Fidanzato: “Dimmi, amore”

Lamicragna: “Io un po’ romantica lo sono, vero?”

 

L’ultima cosa che Lamicragna udì fu una sedia che cadeva.

Poi di seguito indistinti grugniti crescenti, che dopo pochi secondi ella identificò come risate sghignazzanti.

Sempre più forti, sempre più a lungo.

 

Lamicragna attacca allora il telefono e si guarda allo specchio.


Forse, stare in casa con un baby doll e calze a rete, è effettivamente troppo.

Scritto da: lamicragna alle ore 14:43 | link | commenti (42) | categoria: lamicragna riflette, una lamicragna un perchè, nemmenoparole per lamicragna, nessunritegno per lamicragna
lunedì, 20 ottobre 2008
MELA, ARANCIA, VAGINA, BANANA

Chi è convinto che Leonardo da Vinci abbia dato alla luce le sue mirabolanti invenzioni in momenti di intenso e concentrato sforzo creativo, sbaglia di grosso.

E’ cosa nota, infatti, che le idee e le scoperte che cambiano la storia sono in realtà intuizioni avute nella mera banalità del quotidiano.

Si dice che Newton stesse leggendo un libro, sotto quell’albero, prima che cadesse la mela e lo colpisse nell’area cerebrale preposta alla lettura, rendendolo quindi inabile in codesta attività da quel momento in avanti.

(Ma perfettamente in grado di farfugliare, ahi noi!, leggi fisiche)

Si narra che la squisita torta Sacher sia stata frutto dell’ errore di un pasticciere viennese che aveva evidentemente esagerato col vin brulè, in quella fredda mattina austriaca.

(E, quel che è peggio, aveva solo sedici anni)

Si tramanda che Lamicragna stesse intrattenendo una epocale conversazione via messenger sui benefici del metodo epilativo della ceretta, quando ebbe la più geniale intuizione di tutti i tempi.

(Dopo quella degli autori di ‘Dottor House’ e dell’inventore del gel ‘Feel’ della Durex)

 

Dopo aver digitato la frase

“Sai, sono innamorata, quindi non guarderei nemmeno Brad Pitt, se ci sbattessi contro per strada”,

Lamicragna si è resa conto, non senza stupore (per quello che aveva scritto, non per la geniale intuizione che avrebbe di lì a poco partorito), che la più grande differenza tra uomini e donne risiede proprio in questo:

 

il differente settaggio della Dedizione, nel rapporto di coppia.

 

Lamicragna, quando è innamorata, non ha occhi che per il suo uomo.

(Almeno per i primi quattordici giorni)

Un uomo, invece, se sbattesse contro Angelina Jolie, non sarebbe disattento come Lamicragna.

Anzi, credo che il verbo ‘sbattere’ sia qui perfettamente utilizzabile nella sua accezione non principale.

Come quel mio ex che fischiava a tutti, e dico tutti, i culi che incontrava.

Anche quello di Moira Orfei.

Siccome però la storia evolutiva di uomini e donne procede dal medesimo ceppo originario (cioè entrambi i sessi deriverebbero da sorta di scimmione comune, che in alcuni si vede di più, assimilabile al dio Pan delle tradizioni pagane elleniche), Lamicragna si è convinta che questa differenza sostanziale tra maschi e femmine sia dovuta ad una qualche alterazione genetica nella mappa cromosomica.

Dopo lunghissimi ed eterni secondi di estenuante ricerca della soluzione, Lamicragna ha abbozzato questa teoria:

 

I cromosomi femminili sono di tipo XX.

Quelli maschili di tipo XY.

Anche solo visivamente, è chiaro che agli uomini manchi qualcosa.

Quel qualcosa è la ‘gambetta’ della Y.

Ora.

Cosa hanno in più le donne (mi attengo strettamente all’ambito fisico, ché, come sapete, ritengo gli uomini essere intellettualmente superiori) rispetto alla loro beneamata controparte umanoide?

Il clitoride è la risposta.

Assimilabile ad un piccolo pene, alle donne viene fornito di serie, come i cerchi in lega all’ultimo modello della Ford Fiesta.

Inoltre, le donne possiedono la vagina.

(Chi muoverà obiezione dicendo che con ‘vagina’ si comprende anche il clitoride, replicherò che, si, è vero, ma utilizzare il termine ‘buco’ mi era sembrato quantomai rozzo)

 

L’uomo, quindi, sprovvisto di vagina, si è visto costretto ad allungare a dismisura (in alcuni casi nemmeno poi tanto) il clitoride originario, fino a trasformarlo in ciò che vediamo oggi.

Non si può però parlare di evoluzione, poiché, in questo caso, la specializzazione dell’organo è inversamente proporzionale al controllo effettivo che l’uomo ha dello stesso.

In parole povere, il pene vive di vita propria.

E fischia a qualsiasi culo, dico qualsiasi, gli si pari davanti.

Anche quello di Moira Orfei.

Oggi.

 

moira 1



Ma sull'argomento (cromosomico, non circense), molto più scientificamente di me, ilanio.

(Alla quale va un premio per avermi seguita in questo delirio, anche)

 

Scritto da: lamicragna alle ore 14:55 | link | commenti (40) | categoria: lamicragna riflette, una lamicragna un perchè
domenica, 19 ottobre 2008
NON E' TEMPO PER MOI

Se avessi un figlio, lo chiamerei Parmenide.

Un nome del cazzo, si.
Ma posso permettermi di dare nomi del cazzo a cose inesistenti, proprio per la loro condizione di inesistenza.
Si tira un sospiro di sollievo a sapere cosa si è scampato, no?    

Un mio ex avrà un maschietto a breve e già adesso mi tiene al telefono ore.
Mi racconta tutti i particolari della sua nuova vita da futuro papà, marito e genero.
Mi chiede consigli, pareri e opinioni.

Se mi chiedesse un nome per il bebè, senza esitare, gli indicherei Parmenide.

 Se dovessi sposarmi, lo farei in abito scuro.

Cosa importa rispettare le tradizioni in una frase al condizionale.
Lo farei con un bustier di pizzo nero, reggicalze e stivale di pelle fin sopra il ginocchio.
E, invece del bouquet, farei il lancio del perizoma.

Un mio ex si è appena sposato, ho visto le foto del matrimonio su facebook.
Ho cercato di vedere la sposa, ma è impossibile, l
'abito era troppo bianco per quel flash e le ha sparato addosso.

Di lei, nemmeno una foto.

Se dovessi fidanzarmi, non chiederei un anello.

Ma un orologio.
Conoscete l'orologio? Quello che si fa mordendosi il polso, che poi rimane il segno. 
Me lo facevano sempre da piccola, questo scherzo.

Un mio ex ha messo al dito della sua nuova fidanzata un diamante grosso quanto un ferrero rocher. Non so come faccia, lei, a non avere la tentazione di addentarlo.

Io, come promessa di matrimonio, vorrei solo un morso.

I sogni di felicità non sono gli stessi per tutti.
Per alcuni, anzi, sono dannatamente differenti.
Chi vuole dei figli, chi si sposa, chi vuole farlo al più presto.
Qualcuno vede la sua realizzazione in un abito bianco, o in un pannolino, purchè sia sempre bianco.
Altri non riescono proprio a vedersi, se non dietro le sfaccettature di una pietra preziosa.

Io vorrei chiamare alla cassa un inesistente Parmenide, per il solo gusto di far girare tutti al supermercato.
E sanguinare ancora, dopo anni, da un morso che non si rimargina.

Tanto, sul nero, la macchia non si vede.

 

Scritto da: lamicragna alle ore 03:38 | link | commenti (35) | categoria: fuori tema
martedì, 14 ottobre 2008
WHO WANTS TO LIVE (TOGETHER) FOREVER?

L'effetto collettivamente catastrofico che un sovradosaggio di funghi porcini può provocare ad una tavolata di ben venti persone, tutte cadute vittima dell'ingordigia e di un chiaro fraintendimento di origine linguistica col cuoco (avevamo chiesto "tutti" porcini, non "tutto" porcini), sono inimmaginabili ed inenarrabili.

Tuttavia Lamicragna, sopravvissuta alla devastante esperienza, ricorda distintamente che, anche in precarie condizioni di vita (cioè quando un'intossicazione da sovradosaggio di funghi sta per trasformarti in una patata sul tavolo di uno chef specializzato in purè), l'unico argomento di cui si riesce a parlare è la diversità tra il mondo maschile e quello femminile.

Tra uomini decisamente benestanti che si lamentavano di trovare sempre e solo donne del genere "sanguisugax contocorrentorum" e donne che sprizzavano solitudine e rassegnazione (oltre che sudore, dovuto sempre all'abbuffata) da tutti i pori, Lamicragna si sentiva completamente a proprio agio. (Più per il sudore preponte, che per le problematiche espresse)

A colpire dannatamente l'attenzione mononeuronale di Lamicragna è stato però il paragone, fatto da uno dei commensali più anziani, tra la convivenza con una donna e il contagio di un'epidemia di colera.

Egli sosteneva che una donna in casa dapprima si appropri di piccoli spazi (come la presa del caricabatterie del cellulare, che viene staccata per attaccarci il phon), poi, allo stesso modo del vibrione, crei altre zone di presidio (come il divano dove l'uomo, stanco e spossato da un'intera giornata di lavoro, è solito andarsi a spiaggiare). L'unica soluzione per l'uomo è attaccare il vibrione-donna ad un altro uomo (possibilmente non un amico) e così liberarsene.

Descrivere l'ingresso in casa di una donna come una malattia è sembrato quantomeno azzardato a Lamicragna.

Prima che si ricordasse del suo.

Quando il mio ex mi chiese (testuali parole) di "entrare in casa sua con una grossa valigia e non uscirne mai più", credo che egli ignorasse la serie di cambiamenti che avrei portato con me.

La prima spesa sostenuta fu il letto matrimoniale. Poi un armadio, un step, un tapis roulant, un televisore nuovo, la playstation, il microfono per giocare al karaoke con la playstation, un Fiorello per giocare al karaoke live qualora si fosse rotta la playstation e un Baldini per giocare alla playstation live qualora si fosse rotto Fiorello.

Non solo.

Lamicragna portò, oltre ad una marea di oggetti che sommersero la piccola casetta nemmeno fosse arrivato uno tsunami, una serie di abitudine al di lei (mai troppo presto) ex fidanzato assolutamente sconosciute. Come le rigorose shopping sessions del sabato pomeriggio, le sedute settimanali dall'estetista (a cui lui era costretto ad assistere in qualità di damo di compagnia), il novello e quantomai pregevole ruolo di autista personale di fidanzata autosfornita.

Insomma, diciamocelo.

Stare con Lamicragna nobilita l'uomo (di Lamicragna). Lo fa sentire indispensabile in molti frangenti e lo rinventa in diversi aspetti, che egli, da solo, non immaginerebbe neanche.

Tutto questo lo inorgogisce.

All'inizio, almeno. Poi lo infastidisce, lo indispone, lo snerva.

E, ultimo ma non per importanza, lo spoglia di denaro e forze vitali.

Riuscire a dar vita e seguito a questa discussione nel ristretto ambito del micragnoso cervello, dopo un numero non quantificabile di chili di porcini assunti e tre bicchieri di Matusalem per mandarli giù, è stata per Lamicragna una prova di enorme senso (auto)critico. Ella è infatti riuscita finalmente a comprendere il carattere assolutamente ed esclusivamente benefico (per le persone che la contraggono, come il colera) che una convivenza deve avere.

Ha inoltre compreso a pieno il perchè il suo attuale uomo si guardi bene dal farla transitare in casa sua per più di un weekend al mese.

(oh, quando uno ha ragione, ha ragione.)

 

 

Scritto da: lamicragna alle ore 01:51 | link | commenti (21) | categoria: lamicragna riflette, una lamicragna un perchè, lamicragna sua culpa
venerdì, 10 ottobre 2008
CHI NON VUOLE, SI RICREDE
Se l'insieme dei modi di dire, dei proverbi e dei motti si chiama "saggezza popolare", un motivo ci sarà.
Perlomeno, questa è l'unica saggezza a cui si affida Lamicragna.

Totalmente estranea a libri di scienza, medicina ed enciclopedie (tanto da avere delle notevoli difficoltà di spelling a pronunciare soprattutto quest'ultima parola), Lamicragna prende per oro colato qualsiasi rimedio della nonna Rosa, della zia Gina o della Maria Maddalena (di quest'ultima principalmente segue i consigli e l'esempio).

E c'è un detto che, secondo me, ben potrebbe rappresentare tutta la storia evolutiva dell'uomo, semmai un giorno dovessimo scegliere qualcosa di intelligente da mandare nello spazio per farci conoscere (non un cane* dal nome incredibilmente simile ad uno strumento musicale di discutibili origini o dei segnali audio-visivi che inducono a credere che noi umani abbiamo la tendenza ad intrattenerci solo coi pessimi video che passa Mtv).

Io tramanderei alle generazioni future e agli alieni (che poi, forse, sono la stessa cosa), questo detto:

"Mai Dire Mai".


Più vero della crisi finanziaria mondiale, dell' indiscutibile faccia da cazzo di Mourinho e del discutibile apporto culturale che Alberoni dona alla già avvilente categoria di intelletuali viventi messi insieme.
(I motivi, non gli intellettuali. Immaginarli tutti insieme nuoce gravemente alla salute e provoca il decadimento radioattivo dei testicoli. Non provateci neanche.)


Lamicragna sa per esperienza personale che, nel momento in cui si pronuncia quella minuscola parolina "mai", si può esser certi della materializzazione quasi immediata di ciò che ardentemente speravamo non accadesse. Mai, per l' appunto.

Lamicragna ha detto "mai" a tante cose.

Alla kickboxing, al ballo, al poker.
E nel giro di un paio di giorni aveva comprato guantoni, fascette e caschetto.
(Per un  valore di cinquecento euro)
E nell' arco di tempo di un paio di mesi il maestro di ballo le ha chiesto di essere la sua assistente.
(Non pagata, ovviamente)
E adesso Lamicragna gioca online su un minimo di tre tavoli e, quando c'è un torneo live, si porta dietro il pc portatile, invece di fare la pausa sigaretta.
(Pagando, di certo)

Anche con gli uomini è stato così.

Avevo detto "mai un soldato".
E mi sono ritrovata a sperare con tutta me stessa di non essere io quella che riceve la bandiera e l'abbraccio fintamente commosso del Capo dello Stato. Ché poi, a quelli di Studio Aperto, li avrei cosparsi di kerosene e incendiati, se avessero tentato di intervistarmi.

Avevo detto "mai con un collega".
E infatti è a tutt'oggi impossibile recitare assieme senza imbarazzi o amarezze di sorta.
E' palese che ci malsopportiamo, e ciò mi rompe davvero le palle.
Peggio di un'intervista per  Studio Aperto.

Avevo detto "mai con un non collega".
E invece ne ho avuti tanti, che con la recitazione non c'entravano nulla.
Ma poi non c'entravano nulla nemmeno con me.
Ché se chiedevo loro di controllare che la luce mi bagnasse, pensavano ad una strana richiesta sessuale.


Sono giunta alla conclusione che, nella vita, bisogna dare sempre una possibilità (almeno a parole) all'accadimento che tanto non desideriamo.
Perchè ci sente, lui. E si presenta alla nostra porta per farci dispetto, come il postino che suona tutti i giorni alla stessa ora, proprio mentre sto facendo la doccia.

Ma c'è una cosa che sono sicura non accadrà mai
E lo dico con la certezza e la serenità di chi va all in perchè gli è scesa una Scala Reale.
Io non avrò mai una famiglia.
Nel senso tradizionale del termine, intendo.
Marito, figli, un cane di nome Snoopy e la casa in campagna per le vacanze estive.
No, me lo sento. Come quando vi fa male un callo perchè sta cambiando il tempo.
Sarebbe meglio non averli, i calli.
Ché poi, anche se non vuoi, gli credi.

Ma io, purtroppo, non ho abbastanza soldi per la pedicure.


(*Lamicragna è perfettamente al corrente che la cagnetta Laika non venne mandata nello spazio allo scopo di aggiungere gli alieni come amici su facebook, ma mi sembrava una grande idea ai fini del post.
No, eh? Mhm, me lo dicevano i calli, in effetti)
Scritto da: lamicragna alle ore 01:35 | link | commenti (19) | categoria: lamicragna riflette, una lamicragna un perchè
lunedì, 06 ottobre 2008
CHI HA PAURA DI LAMICRA WOOLF? (perchè io non risolvo problemi)

La cosa che più spesso ha penalizzato le (dis)avventure amorose di Lamicragna è stata indubbiamente la paura.

No, non la paura di Lamicragna, bensì quella che i suoi uomini covavano in un pagliaio emotivo in cui non si sarebbe ritrovato un cammello. Figuriamoci la cruna di un ago.

A volte, a far paura, era l'aspetto fisico di Lamicragna.

Tra coloro che non ci provavano perchè non si sentivano all'altezza (nel senso in cui lo intenderebbe il sistema metrico decimale, se solo potesse esprimersi) e quelli che non si sentivano all'altezza nell'accezione cerebrale del termine (problema che, una volta scoperto, ho ovviato portando sempre nella borsetta la fotocopia del test sul mio Q.I., come fosse la dichiarazione d'assenso al mio espianto di organi), il risultato era il vuoto cosmico fuori dalla porta immaginaria dietro cui Lamicragna sognava intimamente si nascondesse una fila infinita e trepidante di principi azzurri.

(Si, l'idea della gang bang non mi era estranea nemmeno ai primordi della mia vita sentimentale)

Altre volte, quando qualche sventurato uomo, ignaro del pericolo, si trovava a far coppia con Lamicragna, a spaventarlo era l'animo artistico.

Stare con un'aspirante attrice non è facile, me ne rendo conto. Sei continuamente ossessionato dai suoi comportamenti. Sei diviso tra il credere alle sue parole o meno, tra il fidarti del suo sentimento per te o considerarlo un copione. Se volete un consiglio, diffidate solo se vi sembra scritto da Moccia. (Sia il copione che il consiglio)

Insomma la domanda ricorrente per il compagno di un'attrice è: "Finge, o fa sul serio?"

(Oh, mai che ve lo domandiate per l'orgasmo)

Altre volte ancora, a non far fidare un uomo di Lamicragna (di Lamicragna stessa, non di altre. Almeno, questa è la speranza) è stato il di lei piccolissimo problema di fedeltà.

Immagino che non servano spiegazioni od esempi di sorta, qui. Tutti a chiedersi se io avessi una doppia vita. Tutti a temere che l'avessi. Tutti a scoprire che l'avevo.

Ma per non essere traditi, sarebbe semplicemente bastato loro farsi un po' più spesso la domanda sull'orgasmo.

Il mio, nella fattispecie.

Mi sono ritrovata dunque a riflettere (?) sulla paura. Ed ho capito che ciò che si dice è vero:

fa paura ciò che non si conosce.

Se non si fossero fermati alle apparenze (di qualche centimetro in più, di una professione che adoro, di una notte di sesso), probabilmente non si sarebbero spaventati così.

Se avessero avuto il coraggio di lasciarsi andare, magari sarebbe finita lo stesso, ma più avanti o con meno ansie. O magari no. (Cioè con le ansie, non nel senso che sarebbe durata per sempre)

Ed ho capito che, a volte, anch'io ho paura.

Le precedenti esperienze mi hanno dato la forma che ho adesso. In meglio o in peggio, ancora non lo so.

Ma la novità ci spaventa, perchè non sappiamo come potremmo reagire ad essa.

E mi sono spaventata, infatti, quando l'altra sera il mio fidanzato, mentre passeggiavamo verso il ristorante, si è fermato in mezzo alla strada e mi ha detto "Amore, ricordi che oggi sono sei mesi che stiamo assieme?"

Mi sono spaventata perchè non me l'aspettavo. Perchè la novità rispetto al passato di avere un fidanzato attento a questo genere di cose, non sapevo proprio come gestirla.

Fortunatamente ci ha pensato lui a togliermi dall'impasse, commentando immediatamente (e senza che io facessi in tempo a fiatare) la durata della nostra relazione con un sonoro (e ben udibile a qualsiasi frequenza, animale e non) : "Minchia!"

 

(Lamicragna apre il terzo cassetto dello schedario blu, sulla destra della sua scrivania.

E ripone la scheda dopo aver apposto il solito timbro "Ennesimo romanticismo mancato".)

 

(Mi preme sottolineare _principalmente perchè ho il terrore di dormire in stazione centrale, stanotte_ che il comportamento del mio fidanzato è stato per tutti i momenti precedenti e successivi a questa piccola defaillance, impeccabile.)

Scritto da: lamicragna alle ore 17:23 | link | commenti (30) | categoria: lamicragna riflette, una lamicragna un perchè, nemmenoparole per lamicragna
giovedì, 02 ottobre 2008
ASPETTA E SPERA , CHE POI (NON) S'AVVERA
Lamicragna è, essenzialmente, una donna platonica.

E per 'platonica' non s' intende che vede nel romanticismo di casti baci a fior di labbra o pacche (rigorosamente) sulle spalle l'unico tipo di contatto fisico ammesso tra uomini e donne.
Anzi.
A testimoniare a favore della natura tutt'altro che pura di Lamicragna c'è una vasta letteratura.

No.
Con 'platonica' voglio dire proprio 'discepola di Platone'.
Dopo aver letto con grande attenzione (nonché con grande impiego di tempo, dato che l'analfabetismo non le permette che di sillabare) la maggior parte delle opere del filosofo, Lamicragna si è risolta annunciando gaudente a se stessa che egli è l'unico depositario della verità in campo sentimentale.
Quando comunicò questa sua deduzione (ma che dico deduzione, inconfutabile dogma!) al suo professore di filosofia del liceo, egli scosse la testa ed invitò Lamicragna a smettere di dire idiozie e ad accomodarsi fuori.
Ma Lamicragna pensò che fosse solo invidia, perchè a lui (dopo anni ed anni di insegnamento) quest'innovativa teoria non era passata nemmeno per l'anticamera del cervello.

La parte più significativa, per quanto riguarda i rapporti sentimentali, della teoria platonica è certamente quella che viene descritta ne "Il mito della caverna".
In soldoni, Platone ci chiede di immaginare degli uomini legati ed immobilizzati (sin da neonati) con delle catene  in una caverna, che ha però un'uscita di emergenza sempre aperta.
Inoltre ci chiede di immaginare questi uomini con la faccia rivolta verso il muro, impossibilitati a muovere persino il collo.
Poi mette alle loro spalle un fuoco e fa passare, fuori dalla caverna, degli altri uomini che portano in spalla degli oggetti.
Gli uomini (quelli fuori) passano dietro ad un muro, che quindi non permette agli uomini (quelli dentro) di vedere che gli oggetti non sono stati vivificati da un mago Zurlì in grande spolvero, ma sono semplicemente trasportati da uomini (come loro), che magari (mentre si dilettano a passeggiare dietro ad un muro) parlano anche.
Gli sventurati incatenati credono, potendo vedere solo le ombre degli oggetti proiettate sul muro dal grande fuoco, che siano gli oggetti da soli a camminare e parlare.
Quando in realtà non è, evidentemente, così.

Ecco.
Le donne sono come quegli uomini incatenati corpi e nuche, che credono sia reale ciò che vedono e invece non capiscono una beneamata testa di carciofo.
Perchè ciò che vedono è solo quello che vogliono vedere.
O che possono vedere.

Anche a noi femminucce è stata immobilizzata la testa fin da piccole, costrette a guardare esclusivamente quel muro di fiabe e storie romantiche che poi la realtà ci ha fatto capire essere false come le tette di Pamela Anderson.

E siamo cresciute comunque con assurde speranze d'amore, come quella di poter cambiare un uomo.

Care signore, gli uomini non cambiano (e non lo so perchè ho ascoltato una canzone).
Gli uomini non cambiano perchè, fondamentalmente, non c'è nulla da cambiare.

Se il vostro fidanzato è un porco già formato in salsiccia, non diventerà un pezzo di magra vitella.
Se il vostro uomo è un orso, non sarà certo il vostro miele a farlo addolcire.

Allo stesso modo le donne tendono a dare un peso esagerato alle parole.
Sbagliato.
Lamicragna ha smesso di ascoltare da tempo.
Il problema è sempre lo stesso che avevano i tizi incatenati di Platone.
Le voci che credevano di sentire erano, appunto, solo credenze (nel senso di voci, non di mobili da cucina).

Perciò, care donne,  bisogna abbandonare l'aspettativa.
Perchè è custodendo gelosamente quella che automaticamente scatta poi la delusione.

Se il vostro uomo vi dice ti amo, non potete pretendere sia per sempre.
Se il vostro fidanzato oggi vi ha detto che il rosa vi dona, magari domani penserà che (effettivamente) dona di più a Scarlett Johansson (o come stracazzo si scrive).

L'importante è non aspettarsi nulla.
E, quando accade qualcosa di bello, ricordarsi che è solo in quel momento che vale.


Ho spiegato spesso questa teoria (mia e dell'esimio Platone) ai miei uomini.
Davvero, volevo rassicurarli su questo.
Io non avevo aspettativa alcuna su di loro.


E infatti non mi aspettavo mica che tornassero così presto a casa dal lavoro, quando mi trovavano a letto con un altro.



Scritto da: lamicragna alle ore 02:32 | link | commenti (17) | categoria: lamicragna riflette, una lamicragna un perchè