Una giornata di merda la riconosci subito.
Ti svegli sudata, nonostante i pinguini si stiano scaldando un vin brulè nella tua cucina, dopo aver sognato il tuo uomo praticare la respirazione bocca a bocca ad una stangona mora che di morto ha solo le code di volpe che le impreziosiscono il cappotto Giorgio Armani.
Poi ti giri verso la sua parte di letto ed è lì, il tuo uomo, che accarezza nel sonno qualcosa di molto simile a delle code di volpe.
Decidi che è ora di andare a lavorare, non è la tua città e non hai un'idea precisa di quanto tempo impiegherai con i mezzi pubblici ad arrivare lì, dove devi arrivare.
Hai una certezza, però: in macchina sono solo dieci minuti.
Ma da romana trapiantata per qualche settimana a Milano, agisci esattamente come Totò e/o Peppino:
cappotto, colbacco e ti rechi alla fermata del tram con un' ora e un quarto di anticipo.
Fortunatamente non sei ridicola, perchè il tram decide di non arrivare prima di cinquanta minuti.
Per il colbacco, invece, non puoi farci nulla.
Sali sul tram e ti rendi subito conto che è la "Giornata Bisettimanale degli Ex".
Ovvero quella giornata in cui, ormai da più di un semestre, ricevi la chiamata di almeno due dei tuoi ex fidanzati.
Stanno bene, per fortuna.
Tu un po' meno, perché per rispondere al telefono hai rischiato un frontale con la vecchietta ultranovantenne che si regge in un quantomai precario equilibrio all'apposito sostegno del mezzo, posizionato appositamente a tre metri d'altezza.
Arrivi al lavoro ed indossi il ridicolo kimono color arancio in pura seta di baco contraffatto.
Dovrai congelare per cinque ore e sei bionda e nordica e quel kimono con te non c'entra un cazzo di niente.
Poi la svolta.
Mentre fai bene il tuo lavoro (l'importante è far bene, non importa cosa) ti si avvicina un ragazzo africano che ti regala (e sottolineo regala) un portafortuna:
un elefantino di legno.
Non vuole denaro, non vuole nulla.
Si fa largo tra decine di persone che ti circondano e te lo regala.
E pensi che sia un segno, positivo.
Sulla via del ritorno a casa ti accenderesti volentieri una sigaretta, se avessi l'accendino.
Ma, come nella miglior tradizione dei pirla, ce li hai tutti e duecentottantasei a casa.
Ti fermi allora da un altro venditore ambulante, compri un accendino.
Non ti lascia andar via, però, perchè Miss Mondo (il venditore ambulante deve aver evidentemente qualche problema di miopia) si merita un regalo.
E ti appioppa il secondo elefantino in legno portafortuna della giornata.
Decidi che non può essere una coincidenza.
Sms al tuo fidanzato, gli chiedi di cercare cosa significhi l'elefante.
(Speri ti prenda sul serio e non interpreti la tua richiesta come una lamentela nei confronti della vostra vita sessuale)
Fertilità.
Ecco il lapidario sms di risposta.
E l'aggettivo ben ricorda ciò che vorresti ti regalssero per Natale, a questo punto.
Già, il Natale.
Non ci avevi pensato ancora, che è uno deiNatali più tristi della tua vita.
Ma non importa, adesso.
L'unica cosa a cui riesci a pensare ora è se la Madonna avesse fatto l'elemosina ad un lavavetri al semaforo di Nazareth, quell'anno.

(I primi due fortunatissimi lettori che indovineranno il senso del titolo riceveranno un elefantino portafortuna, oltre ad un figlio per Settembre 2009)
